Intervento realizzato nell’ambito del progetto “Mito, storia e tradizioni agropastorali”, finanziato dal PNRR –M1C3 Inv. 2.1 “Attrattività dei Borghi” del Ministero della Cultura. – CUP: E69I22000140006
Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio sono tre comuni dell’area interna della provincia di Agrigento; non sono molto estesi* ma, esplorando il loro territorio, abbiamo testimonianze di una storia millenaria. In questa storymap vi racconteremo la geografia e la storia di un mito che vede tre personaggi importanti: Dedalo, Minosse e Cocalo.
* occupano il 3,3% del territorio agrigentino
[1] Fisch H. (1988), Un futuro ricordato. Saggio sulla mitologia letteraria, Bologna, Il Mulino
[2] Daniels S. (2011), “Geographical Imagination”, in Transactions of the Institute of British Geographers, 36, 2, pp. 182-187
Noi abbiamo provato a metterci sulle rotte di Dedalo per narrarvi come i nostri Borghi del Mito s’inseriscano in un percorso mediterraneo che unisce la costa all’interno e che tocca alcuni tra i principali centri culturali dell’antico mare nostrum: Atene, Creta e la misteriosa Camico. Ricordando le parole di Harold Fisch: i miti sono soggetti a mutamento sotto la pressione che su di loro esercita la memoria [1]. Siamo coscienti di mescolare insieme immaginari e realtà storiche; dunque, appoggiandoci alle fonti antiche abbiamo indirettamente suggerito le risposte a domande che si materializzano ogni volta che ci si avventura in una narrazione: chi può immaginare? quali luoghi sono capaci di dispiegare l’immaginazione? in che modo queste storie culturali sono state plasmate e continuano a plasmare i paesaggi che ci circondano? [2]

Vista dal Mulino di Joppolo Giancaxio
[3] [4] Goethe W. (1774), Die Leiden des jungen Werthers, [trad. I dolori del giovane Werther, Torino Einaudi]
Navigando sulle spalle dei giganti del passato abbiamo camminato per Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio facendoci raccontare il territorio dell’oggi da chi lo vive, lo pensa, lo scrive, da chi ancora lo amministra. È stato un ascolto commovente che ci ha fatto entrare in un territorio – reale e metaforico – di cura e di generosa restituzione. Abbiamo provato a far dialogare il nostro racconto con le attrici e gli attori del territorio attraverso storia e storie.
E ancora, abbiamo incontrato l’altro grande protagonista di questa grande narrazione, il bacino fluviale del fiume Platani. Abbiamo conosciuto il Platani ancor prima di arrivare ai Borghi del Mito e per questo vorremmo ricordare queste parole: Sono sceso lungo il fiume […] Mi sono ricordato benissimo, quando mi fermavo a guardar scorrere l’acqua, con quali meravigliose sensazioni seguivo il suo corso, come mi sembravano avventurose le regioni verso le quali fluiva e come ben presto arrivavo ai limiti della mia fantasia, anche se non riuscivo a fermarmi e dovevo andare sempre piú avanti fino a che mi perdevo nella contemplazione di una lontananza invisibile [3].
Ecco, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio sono i paesi che abbiamo provato a immaginare prima di viverli accompagnati dalle nostre guide indispensabili. E, inoltre, poiché questi paesaggi adesso fanno parte di noi, vorremmo concludere sempre con Goethe: Una volta, quando contemplavo da questa roccia la fertile vallata fino a quelle colline al di là del fiume e intorno a me vedevo germogliare e sgorgare piante ed acque; quando vedevo quei monti, coperti dal fondo alla cima da alberi alti e folti, e quelle valli ombreggiate dai boschi piú ameni nelle loro molteplici anse, mentre il fiume soavemente scorreva fra i giunchi bisbiglianti e rispecchiava le nubi gentili che il vento lieve della sera cullava nel cielo; […] sí che mi si rivelava l’intima, ardente, sacra vita della natura: allora accoglievo tutto questo nel mio cuore commosso, mi sentivo come divinizzato in quella traboccante pienezza e le meravigliose figure dell’universo si muovevano nella mia anima destando ovunque la vita [4].

Sopralluoghi nella fase di ricerca
Sulle rotte di Dedalo. Mappatura digitale dei luoghi del mito è una ricerca che ha avuto come fine la realizzazione di questa storymap, un’applicazione web che renderà disponibili parole, immagini e video che racconteranno i luoghi del mito.
Come abbiamo raccontato questa storia? Ci siamo messe in ascolto del territorio, delle fonti antiche, moderne e contemporanee per tradurle/tradirle con il nostro linguaggio, la nostra impostazione.
Abbiamo pensato a tre percorsi che toccano i tre comuni.
Mito e Archeologia
Il primo racconta la storia del mito servendosi delle fonti antiche e presentando i tre personaggi del mito: Dedalo, Minosse e Cocalo.
Storia e Storie
Il secondo parte dal Lexicon Topographicum Siculum di Vito Amico, ponte tra le vecchie fonti e la modernità, per raccontare la storia e le storie dei tre comuni. Storia ufficiale attraverso fonti e dati numerici, storie attraverso interviste e dialoghi con il territorio.
Ecologie
Il terzo ci fa riflettere più da vicino sul connubio tra il mondo umano e il più che umano. Flora e fauna, rocce e rilievi plasmano i nostri paesaggi del mito. Qui vogliamo ricordare un personaggio fondamentale, riallacciandoci al mito, il fiume Platani. Una via d’acqua capace di unire costa e interno, di condurci tra mare e area interna con un disegno fatto di meandri, di linee che co-costituiscono il paesaggio fluviale dominato a terra dalle canne. Un fiume che con i suoi affluenti sta in superficie così come sottoterra creando un bacino fluviale tutto da riscoprire.